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Popoli Pre-Romani dell' Italia 
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giuggiola
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Default Popoli Pre-Romani dell' Italia

Col nome di popoli dell'Italia antica o, comunemente ma incorrettamente, popolazioni italiche s'intendono le comunità che abitarono la penisola italiana prima dell'ascesa di Roma.

Queste popolazioni non sono proprio tutte collegate linguisticamente o geneticamente in modo stretto. Alcune di loro parlavano lingue italiche (per cui di esse si può effettivamente parlare come di popolazioni italiche), altre erano genti colonizzatrici di lingua greca, mentre altre appartenevano ad altri rami indoeuropei, oppure non erano affatto indoeuropei. La classificazione di un certo numero di queste etnie è sconosciuta o non chiarita. A causa della forte influenza che gli etruschi ebbero su tutti gli antichi popoli italici, spesso si parla di "civiltà etrusco-italica". Il celebre studioso italiano G. Devoto ha affermato la tesi che le varietà indoeuropee che confluirono in Italia sono "infinite" .

La posizione geografica dell'Italia, distesa nel mar Mediterraneo, ne favorisce i rapporti con le regioni circostanti e contemporaneamente la sua natura prevalentemente montuosa tende a separare ed isolare le popolazioni nelle varie regioni geografiche.



L'Italia era già abitata dalla preistoria da popolazioni neolitiche. Contemporaneamente alla diffusione della lavorazione dei metalli , migrarono in Italia nuove popolazioni organizzate in società patriarcali e guerriere parlanti lingue indoeuropee . Le migrazioni di popolazioni indoeuropee in Italia , provenienti principalmente da nord delle Alpi , si possono suddividere in linea di massima in quattro ondate:

Una prima ondata migratoria indoeuropea si ebbe probabilmente intorno alla metà del III millennio a.C. , ad opera di popolazioni che importarono la lavorazione del rame . Caratteristiche di questo periodo sono le statue stele (o statue menhir) nelle quali sono spesso scolpite armi e simboli solari , apparentemente segni distintivi indoeuropei.
Una seconda ondata fra la fine del III e gli inizi del II millennio a.C. portò alla diffusione delle popolazioni del bicchiere campaniforme e del bronzo nella pianura padana , in Toscana e nelle zone costiere di Sardegna e Sicilia.
Alla metà del II millennio a.C. , una terza ondata associata alla civiltà delle terramare (e forse ai Latino-falisci) introdusse l'uso del ferro e dell'incinerazione dei defunti .
Fra la fine del II millennio e la prima metà del I millennio a.C. avvenne la quarta ondata , quella dei campi di urne che si diffondono in larga parte della penisola , dalle Alpi alla Sicilia orientale. In Italia della cultura dei campi di urne si possono riconosce almeno due filoni , quello Proto-Villanoviano (Proto-Italico) nel Nord-Est e in parte del Centro e del Sud e quello Canegratese - Golasecchiano (Proto-Celtico) diffusosi nel Nord-Ovest.
A partire dal 900 a.C. circa la cultura protovillanoviana si suddivise a sua volta in differenti facies regionali che daranno origine alle "nazioni italiche" ; fra le più importanti vi sono la cultura Atestina (Proto-Veneti) , Laziale (Latini) , Villanoviana (forse Etruschi) , Sicula (Siculi) etc. Per quanto riguarda invece la cultura di Golasecca è stato proposto che sia da collegare alla popolazione proto-celtica dei Leponti o Leponzi .






Per una certa affinità etnico-linguistica, si è soliti considerare sia i Latino-falisci che gli Osco-Umbri come appartenenti allo stesso ramo "italico" della migrazione indoeuropea . Questi due gruppi di popolazioni diffusero le lingue italiche come l'osco, i dialetti sabellici, l'umbro, il latino, il siculo ecc. Secondo alcune fonti, gli Etruschi, provenienti verosimilmente dall'Asia Minore, sarebbero invece giunti intorno al 900 a.C. nell'odierna Toscana, già abitata dagli Umbri, quando i Protolatini già abitavano la penisola.

Le popolazioni indoeuropee (o arie) giunte nella penisola si sarebbero sovrapposte a quelle più antiche, di origine neolitica, oppure si mescolarono ad esse, dando origine ai gruppi osco-umbri, ai Latini e loro affini, ai Siculi in Sicilia.

Le antiche popolazioni dell'Italia nel loro complesso si possono classificare in :

Preindoeuropee o di origine dubbia (Di queste popolazioni alcune sono preindoeuropee , di altre si hanno informazioni scarse o nulle riguardo la loro lingua e religione) :
Etruschi, Liguri (tra i quali forse i Taurini), Euganei-Reti, Alpini, Camuni, Elimi, Sicani, Sardi (divisi in Iolei e Balari , quest'ultimi forse indoeuropei) , Corsi.

Indoeuropei italici (Latino-Falisci e Osco-Umbri) (Di queste popolazioni si hanno abbondanti informazioni riguardo la natura indoeuropea della loro lingua e religione) :
Latini (compresi i Falisci), Siculi, Ausoni-Aurunci, Opici, Enotri, Itali, Sabini, Piceni, Umbri, Sanniti (Carricini, Pentri, Caudini e Irpini), Osci, Lucani (tra i quali gli Ursentini), Bruzi, Sabelli adriatici (Marsi, Peligni, Marrucini, Frentani, Pretuzi, Vestini), Sabelli tirrenici (Ernici, Equi, Volsci).

Altri indoeuropei:
Gli illirici Iapigi o Apuli (suddivisi in Messapi, Peucezi, Dauni, Coni), i Veneti (probabilmente affini ai Protolatini , quindi Italici), i Rutuli (anch'essi di origine ignota), i Celti (Boi, Cenomani, Senoni, Orobi, Leponti, Carni, ecc.) , i coloni Greci della Magna Grecia (Italioti e Sicelioti).

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Liguri
http://it.wikipedia.org/wiki/Liguri

Etruschi
http://it.wikipedia.org/wiki/Etruschi

Euganei
http://it.wikipedia.org/wiki/Euganei

Reti
http://it.wikipedia.org/wiki/Reti

Camuni
http://it.wikipedia.org/wiki/Camuni

Elimi
http://it.wikipedia.org/wiki/Elimi

Sicani
http://it.wikipedia.org/wiki/Sicani

Sardi
http://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_nuragica

Sardi Iolei
http://it.wikipedia.org/wiki/Iolei

Sardi Balari
http://it.wikipedia.org/wiki/Balari

Corsi
http://it.wikipedia.org/wiki/Corsi

Italici
http://it.wikipedia.org/wiki/Italici

Latini
http://it.wikipedia.org/wiki/Latini

Latini (Falisci)
http://it.wikipedia.org/wiki/Falisci

Siculi
http://it.wikipedia.org/wiki/Siculi

Ausoni
http://it.wikipedia.org/wiki/Ausoni

Aurunci
http://it.wikipedia.org/wiki/Aurunci

Opici
http://it.wikipedia.org/wiki/Opici

Enotri
http://it.wikipedia.org/wiki/Enotri

Itali
http://it.wikipedia.org/wiki/Itali

Sabini
http://it.wikipedia.org/wiki/Sabini

Piceni
http://it.wikipedia.org/wiki/Piceni

Umbri
http://it.wikipedia.org/wiki/Umbri

Sanniti
http://it.wikipedia.org/wiki/Sanniti

Sanniti Carricini
http://it.wikipedia.org/wiki/Carricini

Sanniti Pentri
http://it.wikipedia.org/wiki/Pentri

Sanniti Caudini
http://it.wikipedia.org/wiki/Caudini

Sanniti Irpini
http://it.wikipedia.org/wiki/Irpini

Osci
http://it.wikipedia.org/wiki/Osci

Lucani
http://it.wikipedia.org/wiki/Lucani

Lucani Ursentini
http://it.wikipedia.org/wiki/Ursentini

Bruzi
http://it.wikipedia.org/wiki/Bruzi

Marsi
http://it.wikipedia.org/wiki/Marsi

Peligni
http://it.wikipedia.org/wiki/Peligni

Marrucini
http://it.wikipedia.org/wiki/Marrucini

Frentani
http://it.wikipedia.org/wiki/Frentani

Pretuzi
http://it.wikipedia.org/wiki/Pretuzi

Vestini
http://it.wikipedia.org/wiki/Vestini

Ernici
http://it.wikipedia.org/wiki/Ernici

Equi
http://it.wikipedia.org/wiki/Equi

Volsci
http://it.wikipedia.org/wiki/Volsci

Iapigi
http://it.wikipedia.org/wiki/Iapigi

Iapigi Messapi
http://it.wikipedia.org/wiki/Messapi

Iapigi Peucezi
http://it.wikipedia.org/wiki/Peucezi

Iapigi Dauni
http://it.wikipedia.org/wiki/Daunia

Veneti
http://it.wikipedia.org/wiki/Veneti

Rutuli
http://it.wikipedia.org/wiki/Rutuli

Celti Boi
http://it.wikipedia.org/wiki/Boi

Celti Cenomani
http://it.wikipedia.org/wiki/Galli_Cenomani

Celti Senoni
http://it.wikipedia.org/wiki/Senoni

Celti Orobi
http://it.wikipedia.org/wiki/Orobi

Celti Leponzi
http://it.wikipedia.org/wiki/Leponti

Celti Carni
http://it.wikipedia.org/wiki/Carni

Greci della Magna Grecia
http://it.wikipedia.org/wiki/Magna_Grecia
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Thanks but could you explain why Etruscans are assumed to come about 900 bc and not earlier also what about the Rhaetians and do you think that words from actual languages/dialects from Italy that DOEST NOT HAVE counterparts in "eastern" Indo-European (Indo-Aryan&Anatolian) should be seen as words inherited from the pre indo-european mesolithic and neolithic populations?
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it's plausible they came in 900 ac; because:
before that time the local population was rather primitive; than suddenly there is an abrupt and quick change in the style of life and in the tecnologies
there are some mitological referements of their came; for es. the Aeneide, Aenea came in italy (in central italy) from Troia, in anatolia, the fall of troia was around that time 900 ac.

raethians spoke a language similar to etruscan i think rethians were local people mixed with celts and etruscans who went in the alps (following this theory i'm courious of researches among austrians and northern italian because there should be some etruscan admix).

i think there are some words inherited from the earliest inhabitants of the italian peninsula: the neolithics from the crescent valley (tigri and eufrate)
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Storia genetica dell italia

Fin dalla preistoria, l'Italia è stata popolata da un crogiolo di genti diverse provenienti da diverse parti dell'Europa e del Mediterraneo. La genetica delle popolazioni consente di verificare con chiarezza l'impronta genetica lasciata da queste migrazioni che hanno dato origine al popolo italiano e le sue differenze all'interno di esso.


PALEOLITICO-MESOLITICO

L'uomo moderno (Homo Sapiens) compare in Europa nel Paleolitico superiore, intorno al 40.000-35.000 a.C. . In Italia i più antichi siti di [[Aurignaziano|cultura aurignaziana], associati all'uomo moderno, sono databili a circa 38.000 - 37.000 anni fa e sono stati scoperti in Veneto e in Liguria. Queste prime popolazioni europee erano di tipo Cro-Magnoide e secondo i ricercatori appartenevano all'aplogruppo R1b , che sarebbe pertanto la più antica linea genetica presente nel continente europeo [1].

In Italia questo aplogruppo è diffuso nel 40% circa della popolazione ed è associable sia a questo primo popolamento (e al ripopolamento dall'Iberia nel mesolitico a seguito della fine dell'era glaciale), sia a migrazioni storiche, come ad esempio le migrazioni celtiche dalla Gallia. La subclade più diffusa in Italia (26,6% al Nord e 10,5% al Sud) compresa la Sardegna (e la Corsica) è la R1b1c10 (R1b1b2a1a2d), comune anche in Francia e in Svizzera [3][4].

Successivamente, circa 29.000 anni fa, una seconda popolazione di uomini sapiens, proveniente dal Medio oriente, penetra in Europa e diffonde la cultura Gravettiana. Questo nuove genti sono state inoltre associate alla diffusione dell'¨aplogruppo I [1]. In Italia i siti ascrivibili al Gravettiano si trovano in Liguria nella grotta dei Balzi Rossi. L'Epigravettiano in territorio italiano si sviluppa fra il 20.000 e il 10.000 a.C.

Nel Mesolitico (Magdaleniano, 9.000 a.C. circa) i primi uomini provenienti dai Pirenei popolano la Sardegna; queste genti appartenevano all'aplogruppo I subclade M-26 (I2a1), ancora oggi diffuso nel 40% della popolazione sarda [5].


NEOLITICO

Nel periodo neolitico nuove popolazioni migrano nel continente europeo dall'Anatolia (via Balcani) e diffondo l'agricoltura. In territorio italiano la migrazione di questo popolo è associata alla comparsa della Cultura della ceramica cardiale che fece le sue prime apparizione in Puglia e poi nel resto dell'Italia meridionale, successivamente si diffuse gradualmente anche nel Centro e Nord Italia e in Sardegna. Le linee genetiche associate a queste popolazioni sono principalmente gli aplogruppi J2, E1b1 (e forse G e T) particolarmente diffusi nel Sud Italia e in Sicilia nel 50% circa della popolazione e in percentuali minori nel resto d'Italia.


ETà DEI METALLI E MIGRAZIONI INDOEUROPEE

popoli Kurgan provenienti dalle steppe pontico-caspiche iniziarono la loro migrazione verso l'Europa nel calcolitico (4000 a.C. circa) . Le popolazioni indoeuropee che in più ondate giunsero in Italia non partirono direttamente dall'area del Mar Nero ma dal "centro secondario" di indoeuropeizzazione situato nell'Europa centrale [6]. Tuttavia benché le lingue e la religione indoeuropea dominassero l'Italia almeno a partire dal II millenio a.C., gli indoeuropei (Italici, Veneti, Protocelti etc.) non modificarono in modo sostanziale la composizione etnica della penisola formatasi nel paleolitico e nel neolitico. Gli invasori indoeuropei vanno infatti immaginati come piccoli gruppi di uomini probabilmente bene armati e organizzati che si insediarono come elitè fra le varie popolazioni pre-indoeuropee dell'Europa occidentale e dell'Asia. Marija Gimbutas sostenne più volte che il processo di transizione dalla società pre-indoeuropea a quella indoeuropea non fu una trasformazione fisica ma culturale.

« Il processo di indoeuropeizzazione è stato un processo di trasformazione culturale, non fisica. Questo processo deve essere inteso come una vittoria militare attraverso la quale venne imposto un nuovo sistema amministrativo, la lingua e la religione ai gruppi indigeni [7]. »


In Italia l'aplogruppo R1a associato alle espansioni Kurgan [1] è presente nel 2% della popolazione, ma giungendo questi indoeuropei dal centro secondario dell'Europa centrale non è da escludere che potessero appartenere ad altri aplogruppi "pre-indoeuropei" principalmente I e R1b [8] (in particolare la variante R1b1c9 (R1b1b2a1a1)).


MIGRAZIONI SUCCESSIVE DAL I MILLENNIO AC ALL' ALTO MEDIOEVO

A partire dall'VIII sec a.C. coloni greci si stabiliscono sulle coste meridionali e in Sicilia e fondano delle città, dando inizio a quella che in seguito verrà chiamata Magna Grecia. La civiltà etrusca si sviluppa sulle coste toscane e laziali, secondo alcuni studiosi questa popolazione non sarebbe autoctona ma proverrebbe probabilmente dalla Lidia. Nel V secolo tribù celtiche si stabiliscono nel Nord Italia e in parte del centro.

Questi spostamenti di popolazioni produssero cambiamenti più dal punto di vista culturale che etnico, in particolare per quanto riguarda gli Etruschi [9] ; mentre risulta di più difficile quantizazione il contributo gallico e greco.
Anche le migrazioni avvenute nel suolo italiano dalla caduta dell'impero romano fino all'anno 1000 d.C. non hanno alterato in maniera significativa il pool genetico degli italiani, né i Longobardi né i Normanni infatti hanno lasciato un'impronta genetica degna di rilievo fra i moderni italiani, si calcola che l'aplogruppo aplogruppo I1 associato ai popoli germanici e alle migrazioni dei popoli germanici sia diffuso fra gli italiani del nord nell'ordine del 2-3% e sul 1-1,5% fra gli italiani del sud [12]. Altri aplotipi che potrebbero essere penetrati in Italia assieme agli invasori germanici sono l'aplogruppo R1a a cui appartiene il 2,5% degli Italiani e alcune subcladi dell'aplogruppo R1b (in particolare la subclade R1b1c9 a cui appartiene il 3,5% degli italiani [13] (5,6% nel Nord Italia [3][4]), particolarmente diffusa fra i popoli dell'Europa nord-occidentale) essendo però questi aplotipi appena citati piuttosto diffusi anche in altre etnie europee è difficile stabilire se siano stati veramente introdotti in Italia da genti germaniche o da altri popoli (es. gli Slavi). L'eredità centro-nord europea fra gli italiani si aggira quindi intorno al 10% circa (frequenza che oltre alle invasioni germaniche del V-VI secolo d.C. può comprendere anche quelle indoeuropee del II millennio a.C.) .

Un recente studio (2008) basato sui campioni di DNA autosomico di varie popolazioni europee ha certificato che l'Italia risulta essere una delle due ultime isole genetiche rimaste in tutta Europa (insieme alla Finlandia) ; questo (a detta degli studiosi) a causa della presenza della catena montuosa alpina che, nel corso dei secoli, ha impedito grossi flussi migratori mirati a colonizzare le terre italiane da nord [14]. Questa analisi è stata confermata anche da uno studio analogo del 2009 [15].

Ulteriori migrazioni di popoli come le scorrerie saracene non hanno intaccato la composizione etnica del popolo italiano, eccezion fatta per la Sicilia dove la civiltà araba ha prosperato per circa un secolo e l'impatto della colonizzazione arabo-berbera è avvenuto in modo più intenso, non modificando tuttavia in modo significativo la composizione etnica originaria dell'isola [16]. In definitiva il contributo berbero si stima al 7,5% in Sicilia, 6,5% in Puglia Nord-Occidentale, 4,8% in Campania orientale, è da sottolineare il fatto che precedenti studi effettuati nelle stesse aree diedero percentuli minori. Le altre regioni dimostrano percentuali minori, dallo 0 al 2%


ROMA E LA PARZIALE OMOGENIZZAZIONE DELLA PENISOLA

Durante l'età tardo repubblicana e per tutto il periodo Imperiale, in Italia avvenne un processo di omogenizzazione genetica tra i Popoli Italici ed i Romani. Grazie alla fondazione di nuove città ed alla colonizzazione delle terre in Gallia Cisalpina [19] e nel Sud Italia, si ebbe un notevole flusso migratorio da ambe due i poli della Penisola. I romani incoraggiavano il flusso migratorio, poiché miravano a destabilizzare le autonomie locali tramite le migrazioni forzate. i Romani, rendendosi conto che Roma, intesa come città, non avrebbe mai potuto da sola tenere sotto controllo decine e decine di popoli differenti, con qualche iniziale retinenza (che causò poi la Guerra Sociale), decisero di estendere la cittadinanza romana a tutte le popolazioni italiche (con qualche eccezione); fu il primo passo verso Roma intesa non più come città che dominava il mondo, bensì come Italia che estendeva i propri domini in tutta Europa. A seguito della Guerra Sociale le restanti popolazioni native (Veneti, Osci, Umbri, Greci, Etruschi etc..), ottenuta la cittadinanza si mescolarono con i coloni romani. Nel centro Italia la romanizzazione ebbe subito successo, tant'è che moltissimi politici e letterati romani provenivano dalle attuali Marche, dall'Abruzzo e dall'Umbria. Nel Sud Italia i coloni greci, che convivevano con i popoli italici, furono anch'essi immediatamente romanizzati e colonizzati. Nella Gallia Cisalpina la situazione fu più lenta a causa della scarsità di popolazione. Le popolazioni residenti in Val Padana, essendo demograficamente povere[senza fonte], nel giro di pochi decenni persero completamente la loro identità in favore di una cultura romana. Il fenomeno della colonizzazione romana in Italia ebbe luogo per quasi sei secoli: blocchi di 6.000 famiglie (ipotizziamo quindi 30.0000 persone), venivano spostate da Sud verso Nord e viceversa. Le grandi città venete e lombarde furono fondate e popolate da coloni latino-italici provenienti da tutto il Sud[senza fonte]. In liguria una buona parte della popolazione (si stima 40.000 unità) fu deportata a Sannio ed in Campania e di tanto in tanto, quando si aveva bisogno di intensificare la produzione agricola del Sud Italia, i discendenti dei coloni latini residenti al Nord (talune volte con buone quantità di geni gallici ed etruschi), venivano spostati al Sud. Questi flussi da Nord verso Sud durarono per secoli, garantendocì quell'unicità e quell'omogeneità genetica[senza fonte] di cui oggi disponiamo. Non vi sono stime precise riguardo la popolazione gallica presente nella Pianura Padana prima dell'avvento romano, ma osservando i dati numerici delle battaglie galliche contro roma, avvenute nella gallia cisalpina, possiamo stimare il loro numero intorno alle 500.000 unità[senza fonte].
Il contributo romano all'omogeneizzazione delle popolazioni italiane non deve tuttavia essere enfatizzato oltre misura. Infatti come dimostrato dagli studi di Luigi Cavalli Sforza le varie aree dell'Italia presentanto un considerevole grado di differenziazione a dimostrazione che la composizione etnica delle varie popolazioni/regioni d'Italia rispecchia quella del periodo pre-romano, essendosi mantenuta praticamente inalterata dall'età del ferro.

Inoltre notevoli differenze antropometriche (come ricordato da Cavalli Sforza) tra le popolazioni del nord, centro, sud e delle isole erano ancora molto evidenti negli studi condotti dagli antropologi fino al tardo XIX secolo d.C.
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Thanks though I dont find the explication very convincing to be honest.
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